EVENTO

La Luce dell'Altissimo

A cura di Matteo Galbiati

5 lug 2019

5 ago 2019

|

Kyro Art Gallery

Pietrasanta (LU)

Sabato 6 luglio, alle ore 19:00, a Pietrasanta (LU), KYRO ART GALLERY presenta la

personale del fotografo emiliano LUCA GILLI, “La Luce dell'Altissimo”, a cura di Matteo

Galbiati. La mostra composta da scatti realizzati appositamente per l'occasione, offre al pubblico l'ultima inedita serie fotografica di Luca Gilli che, per questo importante lavoro, ha esplorato, con il suo sguardo attento e sensibile, la cava di marmo Cervaiole di Henraux sul monte Altissimo nel comune di Seravezza (Toscana).

Per realizzare questo progetto Gilli ha vissuto la cava di marmo Cervaiole di Henraux, un luogo carico di fascino e suggestione, famoso per i marmi pregiati, cui ha attinto per le sue opere lo stesso Michelangelo Buonarroti consacrandone la fama. Gilli è riuscito a comporre un racconto visivo in cui la dimensione reale e tangibile dell'ambiente di lavoro, aspro e duro, si smaterializza in un insieme di apparizioni metafisiche in cui la luce riveste un ruolo determinante nella definizione di un altro senso alla stessa immagine del reale.

È, infatti, caratteristica poetica del fotografo emiliano di agire, là dove scatta, con uno sguardo e un animo capaci di interpretare la fisionomia specifica di spazi, ambienti, luoghi naturali o artificiali, ricavandone visioni immaginifiche che trascendono la verità propria della realtà, senza peraltro alterare nulla di quanto si trova davanti all'obiettivo e senza particolari interventi "artificiali" sull'immagine. La luce chiarifica, esalta, sottolinea, definisce dettagli e ne allontana altri, in un processo di riduzione essenziale che stimola lo sguardo rendendolo capace di calarsi in una dimensione altra rispetto alle consuete abitudini percettive. Gilli ci conduce in un processo di sensibilizzazione e di costante messa in discussione di quanto viene percepito e, pur rispettando con profonda attenzione la connotazione specifica della verità in cui si trova ad operare, porta la fotografia a superare il fattore compiutamente descrittivo per aprire i margini dell'immagine alla libera evocazione dettata e guidata da un nuovo possibile intuito.

Le ferite della montagna, le superfici grezze della pietra, i volumi geometrici dei blocchi, i colori naturali della roccia, le complesse forme dei macchinari, la presenza umana solo accennata o semplicemente suggerita sono i referenti visivi che il fotografo tocca in questi lavori in cui, tra avvicinamenti e allontanamenti, tra micro e macro visioni, riesce a far affiorare l'insperata - quanto inattesa - bellezza di una luce presente che "rischiara a tal punto il mondo presente da sublimarlo nell'effimera transitorietà di una trasparenza.”*

… “Gilli traduce altre profondità di campo e ricava spazi interstiziali del visibile tra un qui e un altrove che trovano la propria comune soglia nelle sue immagini così tanto forti nel loro senso ulteriore da sembrare in contrasto con la grazia della loro umana sensibile passionalità.”*

Umanità e trascendenza sono chiavi di lettura che aiutano a comprendere - sollevando giusti interrogativi - la posizione intellettuale del lavoro di un fotografo di grande visionarietà come Luca Gilli che, "attingendo da un luogo "rude", come una cava di marmo, sa "scolpire" l'incantevole sorpresa di un'altra interpretazione, di un'altra sensazione per lasciarci vedere, senza deformità, tutto come è sempre stato davanti ai nostri occhi, ma anche come potrebbe rivelarsi alla nostra immaginazione […]. Il dovere del suo lavoro non è mai stupire, ma sempre quello di guidare l'occhio a rileggere l'invisibile, ritrovando una nuova coscienza nella verità del mondo.”*

 

*citazioni dal testo critico di Matteo Galbiati presente nel catalogo edito da Kyro Art Gallery.