EVENTO

SINESTESIE

a cura di Angela Madesani

21 giu 2019

7 set 2019

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Fondazione Antonio e Carmela Calderara

Vacciago di Ameno (NO)

Per la stagione 2019 la Fondazione Calderara propone una mostra di lavori di Luca Gilli. L'esposizione si compone di scatti stampati in grande formato. Gilli espone alcuni lavori del passato come Blank, Un musée après, Incipit e altre opere realizzate in situ per questo progetto durante un soggiorno presso la Casa Museo di Antonio Calderara.

La casa museo che accoglie questa esposizione è stata per lungo tempo l'abitazione di Calderara e custodisce molte delle sue opere così come la sua preziosa collezione, che annovera quadri, sculture e installazioni di artisti del Novecento di rilevanza internazionale, con i quali il Maestro ha intrattenuto intensi rapporti di amicizia. 

 

Da questo progetto è nato un dialogo raffinato, in cui le due ricerche poste a confronto danno vita a una particolare armonia visiva e connessione tra i due artisti che, senza essersi mai conosciuti, con età, tradizioni e medium differenti lavorano sulla soglia tra il visibile e l’invisibile, con una straordinaria consonanza di spirito; come due anime affini.

 

Nelle sue fotografie Gilli usa la luce con sapienza, spingendola fino e oltre i limiti della sovraesposizione. Egli plasma così delle visioni prive di ombre nette, in cui emergono degli elementi che appaiono al tempo stesso come singoli e parte di un tutto, immersi in un bagno di luce che ne definisce sia l'identità che l'appartenenza al totale, in modo vicino alla "luce che non illumina, che non ha sorgente, che è il tema stesso" di Calderara. Lavorando per sottrazione arriva a un risultato di sintesi visiva di grande impatto. "Less is more" dichiarava Mies van der Roher e l'affermazione del grande architetto calza bene a Gilli come del resto a Calderara. Ma c'è un altro aspetto che pur nelle molte differenze accomuna i due autori, ed è quella nota di apparizione fenomenica che ne pervade i lavori: lavorando sul limite del percettibile, entrambi accompagnano il riguardante in un'oscillazione al di qua e al di là del confine dei propri sensi, portando così a distinguere gli elementi della composizione non solo con la vista ma anche mentalmente, alludendo in tal modo, implicitamente, all'esistenza di altre possibilità sensibili. 

 

Come ben scrive la curatrice Angela Madesani in catalogo "I loro lavori sono dei quesiti comuni sulla purezza, sull’essenza, sul senso stesso del fare arte [...]". Le opere di Gilli sono “lavori silenti in cui a dominare sono il bianco, il vuoto, ma, il più delle volte, il punctum è costituito dal colore: una macchiolina, una striscia. Punti mobili che diventano un pretesto di viaggio all’interno dell’opera.”

 

Per Paola Bacuzzi, responsabile scientifico dell’Archivio Calderara, “nei piccoli dettagli cui abitualmente non prestiamo attenzione, ma ‘scelti’ da Gilli, emerge una bellezza che ti sorprende, costringendoci a rallentare per un attimo, a rimanere in silenzio e guardare”.